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E concluso anche il terzo volume della Recherche , questa volta con più difficoltà. Le due parti si intitolano Sodoma e Gomorra II e La Prigioniera , e riprendiamo dal punto in cui ci eravamo lasciati, cioè a Balbec. Il nostro Narratore ha, come dicevamo, ripreso i rapporti con Albertine e con il suo gruppo di amiche, tanto da condurla con sé a diversi ricevimenti a cui è invitato. Parlavamo di Sodoma e Gomorra: anche qui il nostro eroe compie diverse riflessioni sul “vizio”, ma in questo caso più dalla parte femminile, quella cioè denominata Gomorra. Pare, infatti, che la sua fiamma del momento, Albertine, non sia completamente etero, ma abbia interessi bisessuali, cosa che verrà approfondita nella Prigioniera . In ogni caso, riallacciare i rapporti con questa fanciulla in fiore significa, per il Narratore, essere iniziato con lei ai piaceri del sesso. La invita spesso nel suo albergo, e approfitta di ogni momento di intimità per ottenere da lei ben più di qualche bacio. Non che ci ...
Concluso anche il secondo volume della Recherche , con sottotitoli La parte dei Guermantes e Sodoma e Gomorra . In questo caso la lettura è stata più scorrevole, forse perché si conoscono già la maggior parte dei personaggi e ci sono ben chiari i loro ruoli. È passato qualche tempo dall’estate trascorsa a Balbec dal nostro Narratore, non sappiamo quanto: sappiamo però che non è più adolescente ma non è nemmeno adulto, è insomma un giovane uomo. La sua famiglia ha cambiato casa, sempre a Parigi ma in un’altra via, nella palazzina appartenente a Monsieur e Madame de Guermantes. Il nostro eroe partecipa ad una prima teatrale e incontra, seppur a distanza, la signora: da quel momento in poi il suo cuore apparterrà a lei, tanto da scoprire dove effettua le sue passeggiate e fare così in modo di incontrarla. Provocandole anche, è il caso di dirlo, una certa dose di fastidio. Ritorna poi in scena Saint Loup, amico conosciuto dal Narratore a Balbec e nipote dei signori di Guermantes, per l’...
 Conclusa la lettura del primo volume di Alla ricerca del tempo perduto , posso giungere alla considerazione che è un testo difficilmente classificabile. Leggendo la prefazione si è portati a pensare che sia un semplice memoriale, naturalmente autobiografico, che ripercorre la vita di Marcel Proust e si condensa nella famosa madeleine inzuppata nel tè, e alla tazza sul fondo della quale l'autore va cercando il bacio della buonanotte che la madre gli dava quasi ogni sera. La realtà, però, è un po' diversa. L'autore è allo stesso tempo narratore in prima persona e narratore onnisciente: conosce e racconta, infatti, eventi dei quali non potrebbe essere a conoscenza, perché al tempo non era neppure nato. Gli sono stati dunque raccontati da qualcuno? Non lo dice. Non lo sapremo mai. Il primo libro racconta della sua infanzia e prima adolescenza, ma i personaggi non sono reali, o almeno: ognuno di loro è un misto di diverse persone conosciute dall'autore nella sua vita. Per p...