E concluso anche il terzo volume della Recherche, questa volta con più difficoltà. Le due parti si intitolano Sodoma e Gomorra II e La Prigioniera, e riprendiamo dal punto in cui ci eravamo lasciati, cioè a Balbec. Il nostro Narratore ha, come dicevamo, ripreso i rapporti con Albertine e con il suo gruppo di amiche, tanto da condurla con sé a diversi ricevimenti a cui è invitato. Parlavamo di Sodoma e Gomorra: anche qui il nostro eroe compie diverse riflessioni sul “vizio”, ma in questo caso più dalla parte femminile, quella cioè denominata Gomorra. Pare, infatti, che la sua fiamma del momento, Albertine, non sia completamente etero, ma abbia interessi bisessuali, cosa che verrà approfondita nella Prigioniera.
In ogni caso, riallacciare i rapporti con questa fanciulla in fiore significa, per il Narratore, essere iniziato con lei ai piaceri del sesso. La invita spesso nel suo albergo, e approfitta di ogni momento di intimità per ottenere da lei ben più di qualche bacio. Non che ci sia nulla di cui sorprendersi: anche se siamo alla fine dell’Ottocento, abbiamo pur sempre di fronte due ragazzi giovani e con gli ormoni a palla, come diremmo oggi.
Sodoma e Gomorra II si compone, in sostanza, dei soliti inviti in società e del rapporto fra i due ragazzi che si consolida. Comincia però a far capolino un’insensata gelosia da parte del Narratore, che si estende gradualmente anche alle donne: a tutto il genere umano, insomma, compreso il suo amico Saint-Loup. Il malsano sentimento si esacerba del tutto quando il nostro eroe apprende che la ragazza conosce diverse fanciulle di Gomorra, con le quali non è detto che i rapporti siano stati sempre e solo di amicizia.
Nei salotti mondani torna in pompa magna anche Charlus, zio di Saint-Loup: lo fa con il suo ultimo protetto/amante/altro, un giovane e arrogante violinista, Morel. Pare che però questa volta sia tutto diverso, che Charlus sia realmente preso, se non innamorato, del ragazzo, che dimostra però un’indole e tratti perfino malvagia. Non è dato sapere se fra i due ci siano rapporti fisici, ma senza dubbio Charlus si comporta come una ragazza innamorata e gelosa, poiché le due cose in lui coesistono sempre allo stesso modo. Come per il Narratore.
Terminata la stagione estiva, il nostro eroe deve far ritorno a Parigi, nella casa paterna. Non vuole però risolversi a lasciare Albertine, dalla quale è ormai quasi ossessionato, e le chiede quindi di partire insieme a lui. Inizialmente la ragazza rifiuta, ma per un motivo sconosciuto cambia idea in fretta e fa subito le valigie. Qui si conclude Sodoma e Gomorra II, e prende il via La Prigioniera.
Ebbene sì, la Prigioniera del titolo è proprio la bella Albertine, che il Narratore conduce nella sua abitazione e di fatto tiene sotto chiave. O forse non del tutto: Albertine può uscire ogni volta che ne ha desiderio, ma non deve rivelare a nessuno di abitare insieme al Narratore, e per di più non può muovere un passo da sola. Il padrone di casa le affianca infatti Andrée, un’altra delle fanciulle in fiore che aveva conosciuto a Balbec, con l’intesa che tenga gli occhi aperti su ogni spostamento di Albertine, su ogni luogo in cui si recano insieme, su ogni persona che incontrano, ogni parola, finanche ogni sguardo. Può sembrare un amore malato, e infatti lo è: se alla vigilia della partenza per Parigi il Narratore aveva dichiarato alla madre che avrebbe sposato Albertine, una volta giunti a casa lui cambia più volte idea, arriva ad annoiarsi in sua presenza e a sentirsi infastidito di averla intorno, mentre lei cerca di dargli minori motivi possibili di gelosia e di comportarsi meglio che può. In definitiva, non l’ha portata via da Balbec perché non potesse fare a meno di lei: semplicemente, non voleva che nessun altro la avesse, che nemmeno la guardasse. Non deve sembrarci un concetto tanto alieno ai nostri tempi, giusto?
Se il Narratore sia effettivamente innamorato di Albertine, è difficile dirlo. Di certo c’è che molti suoi atteggiamenti appaiono infantili, come quelli di una persona mai davvero cresciuta, incapace quindi di un sentimento maturo. Da una parte si rende ben conto che non sia giusto costringere una ragazza alla clausura, dall’altra parte si sente in diritto di farlo in nome di un sentimento volubile che neppure lui comprende appieno.
Quanto ad Albertine, anche lei presenta questo dualismo, come spesso sottolineato dallo stesso Narratore. Tenta di essere remissiva, ma allo stesso tempo gli mente sul suo passato e forse riesce ad ingannarlo comunque, sfuggendo alla serratissima sorveglianza: prova sicuramente per lui un profondo affetto, ma ugualmente sembra “approfittarsi” di lui e prende tutto ciò che può, dalle cose materiali alla semplice cultura letteraria a cui lui stesso l’ha iniziata.
Non so quanti di voi abbiano letto sia la Recherche che la Lolita di Nabokov. Mi pongo questo interrogativo perché ho fondati dubbi che Nabokov abbia letto Proust, e che si sia in parte ispirato ad Albertine e alla sua prigionia creando Lolita. Molte espressioni, soprattutto sul dualismo della ragazza e sulle sue menzogne, mi sono sembrate speculari a quelle di Nabokov, così come l’intreccio successivo: al termine della Prigioniera, infatti, la cameriera del Narratore viene ad avvisarlo che Albertine ha fatto preparare i suoi bagagli e se n’è andata, lasciandogli una lettera. Più o meno ciò che accade a Humbert quando lascia Lolita in ospedale, e andando a riprenderla trova il suo letto vuoto e lei scomparsa (ma senza nessun messaggio). Disparue, come Albertine.
Nelle prime due recensioni non ho parlato delle Note, indispensabili in quanto Proust faceva largo uso di riferimenti all’arte, alla musica, alla scultura, alla letteratura, e a meno di non essere esperti letterati è praticamente impossibile conoscerli tutti. Nelle Note di questo terzo volume si specifica che la Prigioniera è quasi in parte stata pubblicata postuma, e che Proust fosse praticamente in punto di morte prima di completarne la stesura. E occorre dire che è notevole, per essere un testo scritto da un moribondo, tanto da dover venire completato dagli eredi, la sua fedele cameriera e il fratello maggiore Robert, con l’ausilio di vari suoi appunti reperiti fra le sue cose.
Vedremo quali altre sorprese ci riserverà il quarto e ultimo volume.
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