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Visualizzazione dei post da giugno, 2023
 Conclusa la lettura del primo volume di Alla ricerca del tempo perduto , posso giungere alla considerazione che è un testo difficilmente classificabile. Leggendo la prefazione si è portati a pensare che sia un semplice memoriale, naturalmente autobiografico, che ripercorre la vita di Marcel Proust e si condensa nella famosa madeleine inzuppata nel tè, e alla tazza sul fondo della quale l'autore va cercando il bacio della buonanotte che la madre gli dava quasi ogni sera. La realtà, però, è un po' diversa. L'autore è allo stesso tempo narratore in prima persona e narratore onnisciente: conosce e racconta, infatti, eventi dei quali non potrebbe essere a conoscenza, perché al tempo non era neppure nato. Gli sono stati dunque raccontati da qualcuno? Non lo dice. Non lo sapremo mai. Il primo libro racconta della sua infanzia e prima adolescenza, ma i personaggi non sono reali, o almeno: ognuno di loro è un misto di diverse persone conosciute dall'autore nella sua vita. Per p...